Marocco, Le città imperiali
Da tempo miei amici viaggiatori e persone incontrate in diversi ambiti, mi hanno sempre parlato bene del Marocco. Forse perché ho sempre reputato questa terra nel nord ovest del continente africano vicina all’Italia (sono meno di 3 h e mezza di volo da noi), non l’ho mai presa in considerazione nelle scelte delle mie mete. Come spesso accade bisogna essere recettivi ai cambiamenti e provare nuove strade. Così nell’estate del 2023 ho scelto una meta da esplorare vicina a casa per diversi motivi. Avevo meno tempo da dedicare al mio viaggio estivo e mi sono detto: “Perché non provare un viaggio in Marocco?”
Ammetto che durante la fase di organizzazione del viaggio, queste congiunzioni che mi hanno portato a scegliere una meta “vicina”, le avevo etichettate come limitanti. Con sorpresa, come spesso accade se si ha un approccio aperto ai cambiamenti, si sono trasformate in positivi stimoli per scoprire una delle poche mete in cui ho voglia di tornare dopo essere rientrato alla base.

Il primo tocco della realtà marocchina inizia con la città di Meknès. Si tratta di una delle quattro città imperiali che ho scoperto essere chiamate così perché residenze in tempi diversi di sultani o re e non di imperatori come uno si può immaginare. Le altre tre sono Marrakesh, Rabat e Fés.
Parte della zona della medina (Città Vecchia) era in pieno restauro e non sono riuscito a godermi realmente il paesaggio e l’architettura degli edifici. L’atmosfera era smorzata dalla presenza di lavori di restauro ed impalcature ma questo non mi ha precluso totalmente la possibilità di vedere degli angoli molto suggestivi e particolari. La situazione è migliorata una volta entrato nella zona della città vecchia. Le vie hanno iniziato a farsi strette e porte intarsiate e pareti rivestite di piastrelle di maiolica hanno iniziato a riempire la mia vista. La sensazione di essere in un paese arabo iniziava a farsi sentire.
Il viaggio mi ha portato a visitare altre due città imperiali: Fès e Marrakech.
Entrambe mi hanno affascinato in modo diverso e più forte rispetto alla città di Meknès. Con questo non voglio far intendere che consiglio di saltarla, anzi! Mi ha dato un assaggio di quello che è la cultura marocchina e l’architettura islamica. E’ stato un giusto primo assaggio di questo paese così particolare ed unico per poi salire di livello durante le tappe successive.
Fès, mi ha emozionato molto perché mi sono sentito dentro il Marocco. La medina è un intricato labirinto di vie strette che sembrano seguano un caotico disegno di direzioni. Diventa difficile riuscire ad orientarsi se non si è accompagnati. Di certo le moderne tecnologie aiutano ma alcune volte il segnale gps non prende visto quanto le vie sono strette e gli edifici alti. Consiglio di scaricare offline le mappe di qualsiasi sistema usiate.
La zona del mercato era piena di botteghe tessili, di pelletteria e altre botteghe artigianali. Sentivo i sapori, odori e i suoni del vero Marocco. Mi è sembrato strano essere nel centro di una città così antica e sentire solo suoni e voci naturali diversi dai nostri. Le parole che mi giungevano erano spesso espressi con toni alti e sembravano articolarsi in cantilene. Ho iniziato in quel momento a sentirmi in un luogo molto diverso da quelli a cui sono abituato e dove sembra di tornare indietro nel tempo. Girovagando per le strette strade sembrava di essere in un labirinto e mi trovava davanti all’ingresso di una moschea o di una madrasa senza nemmeno averne avuto sentore.
Due cose mi hanno fatto immergere nella realtà marocchina a Fès e in generale nel viaggio in Marocco: le piastrelle in stile islamico con i propri colori e geometrie perfette e la scrittura che sembra danzare nel dare informazioni a chi era in grado di capire quei simboli secolari.

Ultima delle città imperiali visitate è stata Marrakech.
Luogo da visitare perché è rimasto ancora il crocevia di culture e paesi che è stato nei secoli. L’impatto con la quantità di persone nella zona centrale mi ha inizialmente colpito. Dopo qualche giorno passato nelle città imperiali più piccole e in altre zone lontane dalla vita frenetica (scriverò di questa parte del viaggio in un altro articolo!), il centro economico e turistico del Marocco mi ha frastornato. Tuttavia, è stato solo un primo momento, dopodiché i colori, le diverse culture, la vita nella piazza di Jamaa el Fna mi hanno rapito.
In questa città si possono assaporare, toccare, sentire i souk nella loro realtà. Bancarelle di diverso genere, piene di oggetti che per un occidentale sembrano essere usciti direttamente da un film o da un videogioco, colori vividi e pieni di vita, tutto questo e altro ti pervade girovagando per le strettoie dei souk. Capita di doversi infilare in una bottega per far passare un carretto trainato da un mulo. Fantastico!
Ho avuto la possibilità di visitare alcuni luoghi storici tra i quali le tombe Saadiane, Palazzo Bahia e la Madrasa. Solo parte dei luoghi dove si può toccare la cultura locale e la storia marocchina.
Questo è un breve resoconto del mio viaggio in Marocco che ha toccato altri luoghi che condividerò in un altro articolo sul mio blog wanderingworlds.it.
Spero di essere riuscito a condividere emozioni e suscitato interesse ad approfondire la scoperta di questo meraviglioso paese.
Mi preme anche scrivere che il mio viaggio in terra marocchina è stato reso particolare e stato unico anche perché l’ho condiviso con un gruppo di persone fantastiche. Una meta da considerare anche per chi viaggia in coppia o in solitaria.
A presto Wanderers!
PS: se vuoi curiosare tra alcune delle mie foto, vai sulla mia gallery di Picfair:
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